COMPRENDERE IL REGOLAMENTO ENAC SUI “DRONI”

 

Per districarsi nella burocrazia italiana ed europea che regolamenta il volo e il pilotaggio dei droni bisogna partire dall’a b c. Si cerca di capire, ad esempio, perché si utilizzano tutti questi paroloni come APR, SAPR, aeromodello, giocattolo invece di dire semplicemente DRONE. Ma procediamo con ordine.

Per prima cosa diciamo che l’ENAC ha stilato un unico regolamento per tutti i mezzi aerei a

pilotaggio remoto, sostanzialmente in base al peso. Il regolamento in vigore attualmente parla dei mezzi entro i 25kg di peso, suddividendo le categorie in mezzi Very Light tra i 300g e 4kg e Light sopra i 4kg (al di sotto dei 300g non è necessario un attestato in nessun caso).

È bene catalogare i DRONI in base al loro UTILIZZO:

  1. un Drone usato a scopo ludico è un GIOCATTOLO (bambino <14 anni);
  2. un Drone usato a scopo hobbistico, ricreativo e sportivo è un AEROMODELLO;
  3. un Drone usato per lavoro, ad uso professionale ed esperimenti è un AEROMOBILE – SAPR.

Dal 15 dicembre 2017, con l’entrata in vigore delle Regole dell’Aria Italia 3^ Edizione 1°

Emendamento, per ENAC esistono 3 categorie di “Droni” pilotati in remoto:

  • SAPR, droni utilizzati a scopo professionale il cui uso è regolamentato da ENAC Ed. del 16 luglio 2015 Em. 4 del 21 maggio 2018 sui mezzi aerei a pilotaggio remoto e che devono anche seguire le regole dell’aria RAIT 3^ Ed. 1° Em.;
  • Aeromodelli, droni usati per divertimento esentati dal seguire le Regole dell’Aria RAIT 3^ Ed. 1° Em. ma disciplinati dalle disposizioni scritte nella Sezione VII del Regolamento ENAC Ed. del 16 luglio 2015 Em. 4 del 21 maggio 2018 sui mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto;
  • Aeromobili giocattolo, droni giocattolo esentati dalle regole dell’aria RAIT 3^ Ed. 1° Em. Ed al momento non disciplinati da alcun regolamento aeronautico italiano ma bensì dalla normativa riguardante la sicurezza e il commercio del giocattolo.

 

I. DRONE “Giocattolo”

Chiariamo meglio il concetto di “giocattolo”. Se fino ad ora i droni erano unicamente solo SAPR (e quindi aeromobili) oppure Aeromodelli, oggi si parla anche di drone “Giocattolo” e la differenza tra i primi e quest’ultimo è chiarito dalle Regole dell’Aria Italia 3^ Edizione 1° Emendamento in vigore dal 15 dicembre 2017.

Una piccola grande rivoluzione che, stando a quanto si può intuire, permetterà a chiunque di utilizzare liberamente ed ovunque un Drone “Giocattolo”, definito come: “un aeromobile senza pilota, progettato o destinato, in modo esclusivo o meno, ad essere usato a fini di gioco da parte di bambini di età inferiore a 14 anni.”

Ed ecco la tanto attesa differenza tra aeromodelli e giocattoli (RAIT 3^Ed.1°Em.):

  • 2 nr. 5: “Aeromodello”, un aeromobile senza pilota, diverso dagli aeromobili giocattolo, con una massa operativa non superiore ai limiti prescritti dall’ENAC, che è in grado di effettuare un volo prolungato nell’atmosfera e che è utilizzato esclusivamente a fini di esposizione o di attività ricreative;
  • 2 nr. 1: “Aeromobile Giocattolo”, un aeromobile senza pilota, progettato o destinato, in modo esclusivo o meno, ad essere usato a fini di gioco da parte di bambini di età inferiore a 14 anni.

Quindi un “Aeromodello” deve essere usato in un’area appositamente selezionata

dall’aeromodellista in zona non popolata, sufficientemente lontano da edifici, infrastrutture e installazioni, condotto a vista (VLOS) fino a 200 metri di distanza e a 70 metri di altezza, fuori dalle CTR, lontano da aeroporti etc., al contrario un Drone “Giocattolo” non avrà limitazioni e potrà volare ovunque anche in FPV e in notturno.

Per quel che ci interessa, in relazione alle definizioni di aeromodello ed aeroplano giocattolo è stato precisato che i “requisiti per gli aeromodelli sono contenuti nel Regolamento ENAC Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto”.

In conclusione, gli “aeroplani giocattolo” rappresentano forse l’aspetto veramente ludico degli aeromodelli e che dovrebbe essere ancorata più alla normativa relativa alla commercializzazione e sicurezza dei giocattoli piuttosto che a quella dell’aviazione civile.

 

II. DRONE “Aeromodello”

Messo in chiaro che davanti alla legge il nostro mezzo se utilizzato per divertimento si chiama aeromodello, dobbiamo far riferimento alla sezione VII della regolamentazione ENAC droni. In base sempre alla nomenclatura utilizzate nelle norme il pilota prende il nome di aeromodellista.

L’aeromodellista non ha bisogno di conseguire nessun attestato per volare. Ma, sottostà comunque ad alcune regole. L’aeromodellista deve:

  • volare di giorno;
  • avere sempre il drone in vista;
  • portare il drone a un’altezza massima di 70 metri;
  • portare il drone a una distanza massima di 200 metri;
  • volare in zone non popolate;
  • volare lontano da edifici, infrastrutture e installazioni;
  • volare a una distanza minima di 5 Km da un aeroporto;
  • volare al di fuori di una CTR, Controlled Traffic Region (si chiamano così le zone che attigue a quelle protette degli aeroporti;
  • volare al di fuori di zone proibite e regolamentate da enti locali.

Quindi per volare, un amatore o appassionato non ha bisogno di alcun corso abilitante. L’unica cosa che bisogna fare è rispettare le “Regole dell’Aria” come le abbiamo elencate sopra e volare in sicurezza. Gli unici corsi che possono servire sono quelli che insegnano a volare in sicurezza, a imparare o migliorare le proprie tecniche di volo e video ripresa aerea come i Drone Video Coaching. I due percorsi Beginner o Advanced prevedono una giornata intera di formazione individuale con un pilota professionista riconosciuto.

III. DRONE “SAPR”

Ecco la nota dolente. Chi vuole lavorare con il proprio drone per Aerofotogrammetria, Agricoltura, Sorveglianza, Cinematografia e tanto altro ha bisogno dell’attestato ENAC. Il percorso è un po’ lungo e pieno di carte, ma alla fine si ottiene una certificazione ambita e molto richiesta da tantissimi professionisti.

In realtà non è così semplice: c’è un vero e proprio iter burocratico da seguire scrupolosamente:

  1. acquistare un drone;
  2. sostenere una visita medica presso un medico riconosciuto ENAC;
  3. seguire la parte teorica del corso con attestato ENAC e superare il relativo esame;
  4. seguire la parte pratica del corso con l’esecuzione di 30 o 36 missioni e superare il relativo esame;
  5. redigere i Manuali di Volo, Manuali delle Operazioni e Analisi del Rischio;
  6. consegnare la documentazione all’ENAC.

 

Corso ed Attestato

Bisogna capire cosa si può fare con l’attestato, le limitazioni e chi ne ha bisogno. Anche qui,

facciamo chiarezza sulla regolamentazione ENAC droni cercando di capirci qualcosa.

Mettiamo subito in chiaro che:

  • seguendo l’intero iter si consegue l’attestazione per piloti SAPR della validità di 5 anni;
  • l’attestato è personale, i Manuali sono relativi al drone, per volare nel rispetto della legge sono necessari entrambi;
  • l’attestato è necessario a chiunque voglia svolgere la propria professione con l’ausilio di un mezzo (drone) a pilotaggio remoto;
  • nessun attestato permette il volo oltre la distanza di sicurezza da aeroporti;
  • nessun attestato permette di volare senza il drone in vista;
  • nessun attestato permette il volo notturno.

Per poter effettuare voli degli ultimi tre tipi elencati, (notturno BVLOS, Behind Visual Line Of Sight, ossia con drone non in vista, all’interno di aree aeroportuali) è necessario richiedere autorizzazione specifica ad ENAC tramite documentazione dettagliata.

 

Operazioni di Volo

Bisogna avere ben chiari gli obiettivi che si vuole raggiungere con il pilotaggio del drone. Ad esempio: si ha l’esigenza di volare vicino a case e abitazioni? Nella nostra zona di volo si ha bisogno che ci siamo altre persone?

Queste e altre esigenze definisco le caratteristiche delle operazioni di volo che si vuole realizzare.

Queste operazioni vengono classificate come non critiche o critiche. In base a questi due tipi di operazioni si può conseguire il corso Professionale SAPR con attestato ENAC non critico, con attestato ENAC per operazioni critiche, o entrambi non critico + critico.

 

IV. APR ≤ 300 grammi (Art.12 Regolamento Enac)

Con l’art. 12 del Regolamento l’Enac ha voluto introdurre la possibilità di operare con mezzi intrinsecamente inoffensivi in tutti gli scenari operativi, ferma restando l’obbligatorietà di non sorvolare assembramenti di persone.

1) Per i mezzi volanti pari o al di sotto dei 300 g con paraeliche e velocità massima di 60 km/h è quindi possibile volare anche in aree congestionate essendo il grado di rischio considerato non superiore alle operazioni in aree non popolate. Sono considerati “inoffensivi” e si usano per lavoro senza l’Attestato di pilota remoto (il cosiddetto “patentino”).

2) Le operazioni sono consentite, di giorno, fino ad un’altezza massima di 150 m AGL (cioè altezza dal suolo) e fino ad una distanza massima sul piano orizzontale di 500 m; sono gli unici che non sono tenuti al rispetto delle distanze di sicurezza (50 metri rispetto alle persone, 150 dalle “aree congestionate”, vale sempre la distanza di 5 km degli aeroporti) e per loro tutte le operazioni sono sempre non critiche, in ogni scenario.

Il volo in città o in ambiti urbani, se svolti in zone che non sottostiano alle limitazioni precedenti è possibile, anche sorvolando gruppi di persone non assembrate. Ma vige il divieto di non volare sopra a cortei, manifestazioni, spettacoli pubblici.

Il volo deve avvenire nel rispetto delle regole di circolazione nello spazio aereo, descritte nella Sezione V, del Regolamento Enac, il che principalmente si riduce al fatto che “il pilota deve essere in grado di mantenere il contatto visivo diretto con l’Apr. Tuttavia se si deve volare dove è vietato è possibile richiedere abilitazioni e permessi speciali inoltrando richieste a Enav, in seguito a Enac che emetterà o meno un Notam, in base alle specifiche della missione da eseguire. In caso di zone P (Prohibited area, zona vietata) R (Restricted area, Zona regolamentata) o D (Danger area, Zona pericolosa), quindi vietate per motivi di pubblica sicurezza o altro, sarà necessario rivolgersi a Prefettura, Questura, Polizia Municipale o altre autorità interessate.

Le operazioni dei Sapr non possono essere condotte:

  • all’interno dell’ATZ di un aeroporto e nelle aree sottostanti le traiettorie di decollo e
  • atterraggio oppure ad una distanza inferiore a 5 km dall’aeroporto (ARP o coordinate geografiche pubblicate), laddove non sia istituita una ATZ a protezione del traffico di aeroporto;
  • all’interno delle aree regolamentate attive e aree proibite. Le operazioni dei Sapr
  • all’interno dei CTR sono consentite fino ad un’altezza massima di 70 m AGL e fino ad una distanza massima sul piano orizzontale di 200 m. Nelle aree sottostanti le traiettorie di decollo e atterraggio oltre i limiti dell’ATZ e fino a 15 km dall’aeroporto, il limite di altezza è fissato a 30 m AGL.

Essendo Sapr, gli APR ≤300 gr inoffensivi devono sempre essere corredati dai Logbook dove annotare le missioni di volo. Il più importante è “il Registro delle Operazioni Sapr”, dove segnare i voli di tutti i droni che usiamo come operatori Sapr. Si può evitare il “Logbook del Pilota”, a meno che non si abbia anche un attestato di pilota remoto. Infine “il Technical Logbook”, dove segnare i voli di ogni singolo Sapr per le esigenze di manutenzione.

Il QR code da applicare all’Apr, che identifica l’operatore, verrà scaricato dal sito D-flight, le cui credenziali (user e password) arriveranno automaticamente dai 7 ai 15 giorni dopo che Enac avrà pubblicato sull’elenco il nome dell’operatore e i dati dell’Apr riconosciuto nell’elenco delle dichiarazioni rese dagli operatori. Bisognerà comunque completare i dati pre-inseriti accedendo al portale sperimentale e in seguito stampare il codice QR. Non è però obbligatorio aspettare, si può comunque iniziare a operare legalmente applicando su Apr e Spr (radiocomando) i dati identificativi richiesti da Enac: nome cognome, numero seriali di Apr, Flight Control e Spr.

In conclusione la Polizza Assicurativa è sempre obbligatoria.

 

V. DRONE “Sportivo”

L’FPV Drone Racing FPV, acronimo di First Person View (cioè visione in prima persona) diventa, applicato ai droni, parte fondamentale di questo nuovo sport che è il drone Racing.

L’ FPV Drone Racing comprende mezzi radiocomandati dalle dimensioni minime, sono tra gli aeromodelli acrobatici più performanti grazie alla tecnologia FPV che permette ai piloti di avere una particolare visione. Il pilota tramite dei video-occhiali in cui sono proiettate le immagini riprese in diretta da una telecamera posizionata sul mezzo, vede ciò che si vedrebbe se si trovasse a bordo.

Dal 1 gennaio 2016 l’FPV Drone Racing è diventata una disciplina aeromodellistica della FAI. In Italia, le gare, gli eventi e le manifestazioni che riguardano questo sport vengono autorizzate dall’Aero Club d’Italia, nel rispetto del regolamento delle pubbliche manifestazioni aeronautiche e nel rispetto delle regole pubblicate da ENAC riguardo gli aeromodelli.

 

Gli enti che gestiscono questo sport.

Questo sport viene gestito dall’ AeC.I. Aero Club d’Italia, un Ente di diritto pubblico a carattere culturale, didattico e sportivo, con sede legale in Roma, tale ente ha lo scopo di promuovere, disciplinare ed inquadrare tutte le attività tese allo sviluppo dell’aviazione nei suoi aspetti culturali, didattici, turistici, sportivi, promozionali, di utilità sociale e civile, nonché delle attività collegate.

Le gare sono state organizzate in Italia autorizzate dall’Aero Club.

Ad oggi a differenza delle altre nazioni, in Italia non vi è stata ufficialmente nessuna gara. Aeroclub, diversamente dal resto del mondo, ha ben preferito prendersi del tempo e valutare bene sul da farsi in merito a questa disciplina, anche se questo sport è ben noto da quasi 4 anni e riconosciuto FAI da 2 anni.

Il 14/09/2016 Aeroclub d’Italia ha reso pubblico il regolamento che disciplina le future gare della categoria F3U, questo sta a significare che qualcosa si sta muovendo, ma altresì, non ci dà alcuna certezza che gare ufficiali di FPV Drone Racing si possano svolgere entro tempi brevi.

Attualmente, il regolamento seppur molto semplice e di facile interpretazione crea dei disagi molto significativi tra i piloti e ciò rallenta l’evoluzione e la diffusione a livello culturale di questo sport.

Per ora bisogna attendere che vengano selezionati i giudici di gara, dopo di che, si potrà sperare che qualcuno si prenda la “briga” di organizzare qualche gara nel nostro Paese.

L’iter da percorrere per chi vuole approcciarsi a questo nuovo sport.

Attualmente la normativa ENAC in riferimento all’art. 35 comma 3 vieta il volo in prima persona, quindi ad oggi, l’FPV Drone Racing in Italia è una disciplina vietata, ciò sta a significare che nessuno anche solo per puro divertimento può pilotare un multirotore con l’ausilio di dispositivi ottici e/o elettronici.

In Italia, lo strappo alla regola è stato fatto solo per Aero Club, al fine di organizzare gare e

permettere ai piloti/futuri piloti di potersi allenare nel rispetto della legge. Ovviamente non è così semplice come si può pensare e i piloti per far ciò, devono sottostare e rispettare delle condizioni ben precise.

Secondo le normative attuali per approcciarsi a questo sport bisogna:

  • essere in possesso di abilitazione al volo radiocomandato (rilasciato da AeCi):
  • avere licenza FAI;
  • allenarsi esclusivamente in campi volo autorizzati dall’AeCi (Dato che attualmente campi autorizzati AeCi per il volo in FPV non ce ne sono, consiglio di trovare capannoni indoor e testare li, le proprie abilità. In caso contrario, chi vola all’aperto lo fa solo sotto la propria responsabilità con la consapevolezza che ciò che sta facendo non è consentito per legge). Le regole che deve rispettare un Pilota FPV Drone Racing per effettuare un volo con il proprio aeromodello.

Un Pilota FPV Drone Racing per effettuare un volo con il proprio mezzo deve rispettare le regole citate nell’art. 35 della sezione VII del Regolamento dei Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto. I punti più importanti spiegano che, l’aeromodellista ha la responsabilità di utilizzare il mezzo in modo da non arrecare danni o rischi a persone e beni a terra e ad altri utilizzatori dello spazio aereo.

Lo stesso deve:

  • effettuare i voli solo di giorno e mantenere il contatto visivo con l’aeromodello senza l’ausilio di dispostivi ottici e/o elettronici;
  • mantenersi in aree appositamente selezionate, quindi, al di fuori dell’ATZ, dei CTR e al di
  • fuori delle zone regolamentate attive o delle zone proibite;
  • mantenersi fino ad un’altezza massima di 70m ed un raggio di 200m.

Cosa succede se uno o più di tali criteri, nella zona che si vuole sorvolare, non può essere rispettato?

Bene, in questo caso le attività degli aeromodelli devono svolgersi all’interno di aree istituite da Enac, oppure in spazi aerei segregati.