Droni spia? Un’ App per monitorarli tutti.

Le criticità e le minacce  nella smart city.
Nel 2020 la cinese DJI, uno dei più grandi produttori mondiali di Droni commerciali, sta sviluppando una tecnologia che consentirebbe a chiunque di tracciare le registrazioni dei Droni in volo usando solo uno smartphone.
La spinta verso la tecnologia di identificazione remota arriva tra le richieste normative per una maggiore supervisione del volo dei Droni, nel timore che aerei non rintracciabili e il pilota possano essere utilizzati per spiare, interrompere accidentalmente voli commerciali e addirittura commettere azioni criminali e terroristiche.
I Droni possono trasportare diversi tipi di apparati finalizzati ad operazioni di spionaggio. In questa tipologia andiamo dal “paparazzo” che vuole spiare un VIP all’interno di una villa per rivendere immagini scandalistiche, ad una ricognizione da parte di una banda criminale che vuole acquisire informazioni sulla struttura della villa, sulle abitudini del vip e del personale, per pianificare una rapina, un rapimento o un attacco.
Esistono Droni consumer, quindi di facile reperimento ed utilizzo, che possono volare a 150-200 mt (e oltre) e tenersi a 1000-2000 mt dall’obiettivo e con zoom molto potenti raccogliere immagini con dettagli impressionanti. La pubblicità di una di queste camere mostra un campo di pale eoliche e poi zoom successivi fino al leggere la targhetta con il numero di serie del motore di una pala!
A bordo drone possono essere installati microfoni direzionali per ascoltare conversazioni riservate, magari in un ufficio posto al ventesimo piano di un palazzo e per questo considerato sicuro grazie ad un controllo degli accessi.
Ma lo spionaggio riguarda anche i Cyberattacchi. Un piccolo Drone come un DJI Mavic mini, con un investimento di poche centinaia di euro, potrebbe trasportare un apparato per forzare le reti wifi ed accedere ai server. Finora la sicurezza era stata basata su una buona protezione perimetrale che metteva in sicurezza il cuore dell’azienda tenendo alla larga i malintenzionati. Oggi è possibile far depositare sul tetto dell’azienda un piccolo drone con a bordo quanto necessario a scardinare la rete informatica. E una volta atterrato sul tetto e spenti i motori anche il tempo a disposizione diventa potenzialmente illimitato. Quindi i due fattori di criticità che sinora giocavano a favore della sicurezza di una rete aziendale, la prossimità e il tempo a disposizione, vengono vanificati da queste nuove minacce.
Mentre la tecnologia di identificazione remota è già disponibile sul mercato, i servizi sono per l’acquisto, coinvolgono apparecchiature e sono rivolti a gruppi come aziende, aeroporti e forze dell’ordine.Il volo e gli avvistamenti di Droni non autorizzati hanno portato a ritardi nei voli e cancellazioni negli aeroporti, costando milioni di euro al settore dell’aviazione
La DJI sostiene che la sua App funzionerebbe su tutti i Droni entro un raggio di 1 chilometro (0,62 miglia) utilizzando smartphone abilitati per WiFi. L’industria sta cercando modi per rintracciare e identificare meglio i Droni, simili all’uso delle targhe automobilistiche, con lo scopo di non funzionare solo con quelli della stessa casa costruttrice ma con ogni Drone rilasciato negli ultimi anni (gli addetti ai lavori stanno stilando una lista ufficiale), grazie allo standard Wi-Fi Aware disponibile sugli smartphone, per un raggio di circa 1 km.
Ed è proprio per questo che l’esigenza di questa applicazione nasce dalle crescenti preoccupazioni attorno alla privacy personale e al trattamento dei dati sensibili con sempre più droni a volare nel cielo, anche senza patentino – ultimo Regolamento ENAC e tecnologia del Mavic Mini 250gr. – e voi la usereste?

Fonte: Reuters
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