IL DRONE DI STATO

Analisi normativa e impiego
QUADRO NORMATIVO.

Il codice della navigazioneCdN – trasferisce la disciplina dell’utilizzo degli A.P.R. (Aeromobile a Pilotaggio Remoto) da parte delle Forze dell’Ordine ad una normativa di diritto speciale. Andando nel dettaglio, ai sensi dell’art. 744 del CdN, sono da considerarsi “aeromobili di Stato” e di conseguenza non soggetti alle normi comuni, “i S.A.P.R – Sistemi Aeromobili a Pilotaggio remoto – militari, di proprietà dello Stato impiegati in servizi istituzionali da parte delle forze di polizia, della Dogana, del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, del Dipartimento della Protezione Civile, di altro servizio di Statononché “gli A.P.R. – Aeromobili a Pilotaggio Remoto – utilizzati da soggetti pubblici o privati, anche occasionalmente, per attività dirette alla tutela della sicurezza nazionale”.

Tale ultimo riferimento appare di particolare rilievo determinato dal fatto che la categoria dei Droni di Stato comprende anche velivoli gestiti da soggetti diversi dall’autorità statale purché destinati ad attività finalizzate alla tutela della sicurezza nazionale.

L’art. 746 – 1° comma del CdN afferma la possibilità di qualificare come “aeromobili di Stato” anche i velivoli di proprietà ed esercitati da privati per l’esercizio di un servizio di Stato e non di tipo commerciale.

La Legge 17 aprile 2015 nr. 43 ha ulteriormente ampliato l’equiparazione dei Droni privati ad “aeromobili di Stato” per mezzo del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri avente ad oggetto i Droni di proprietà ed esercitati da privati che siano adibiti ad attività di volo, anche di tipo commerciali, condotte “nell’interesse delle autorità e delle istituzioni pubbliche”. Mediante tale decreto equiparato, è possibile aggiungere quindi, nella categoria degli aeromobili di Stato, Droni che non corrispondono ai criteri di cui all’art. 744 CdN creando così un notevole ampliamento potenziale.

L’art. 748 – 3°comma del CdN , afferma che “lo svolgimento delle operazioni di volo degli aeromobili di Stato è effettuato garantendo un adeguato livello di Sicurezza, individuato secondo le speciali regolamentazioni adottate dalle Amministrazioni dello Stato”, per tanto gli A.P.R. qualificati come “di Stato” dovranno essere inquadrati nella norma di cui all’art. 744 del CdN o negli eventuali decreti equiparati, e disciplinati dalla normativa speciale contenete le eventuali sanzioni per gli usi illegittimi.

L’IMPIEGO DEI DRONI DI STATO.

Quelli della sicurezza nazionale e del controllo ambientale sono tuttavia solo alcuni aspetti in cui si va registrando un aumento dell’impiego dei droni per finalità pubbliche. In particolare l’impiego dei Droni da parte delle Forze pubbliche sono in crescita e riguardano la ricerca e il salvataggio di persone scomparse, il trasporto di medicinali in territori difficili e ostili e il controllo dei flussi migratori nei confini del mediterraneo e di frontiera.

In Italia i primi interventi legislativi che regolamentano i Droni di Stato sono solo in ambito militare e ben poche sono le materie che regolamentano il settore.

Di recente, il Decreto Ministeriale del 29 aprile 2016 emanato dal Ministero dell’Interno di concerto con il Ministero della Difesa ha specificato le modalità di utilizzo degli A.P.R. da parte delle Forze di Polizia. Con tale decreto lo Stato ha voluto riflettere la volontà di utilizzare l’impiego dei Droni ai fini del “controllo del territorio per finalità di ordine e sicurezza pubblica”, in quanto il loro utilizzo dinamico e versatile può svolgere un ruolo decisivo in termini di efficienza ed economicità, in situazioni operative e di emergenza; in tale D.M. è regolamentato l’impiego degli A.P.R. per scopi “law enforcement” e di “intelligence”.

Per ultimo con il Decreto Ministeriale del 16 giugno 2016 nr. 101229, il legislatore ha voluto elaborare un piano di sperimentazioni volto ad espandere gli ambiti di impiego degli A.P.R. per finalità di controllo in numerosi ambiti strategici quali i cambiamenti climatici, l’agricoltura e la biodiversità.

In considerazione di quanto sopra, oggi è evidente come il dato normativo prende solo una minima parte di una realtà sempre più variegata visto che gli impieghi degli A.P.R., al di fuori dei Decreti sopra citati, risultano tuttavia ancora del tutto privi di norme “regolatorie” con non poche criticità operative associate.