IL DRONE SUI LUOGHI DI LAVORO

Un utilizzo innovativo dei Droni è sicuramente l’impiego sul luogo di lavoro: uno scenario critico che richiede un’attenta riflessione per collocare il Drone nell’articolato sistema di norme che regolano l’ambiente lavorativo.

Una nuova tecnologia che va ha collidere con i diritti garantiti dall’art.4 dello Statuto dei Lavoratori in materia di videosorveglianza. Infatti tra i principali aspetti da considerare si presenta in primo luogo per il datore di lavoro la necessità di proteggere i propri lavoratori dall’occhio curioso dei neoassunti Droni.

La disciplina di riferimento si trova nella formulazione di cui all’art.23 comma 1 del Decreto Legislativo del 14 settembre 2015 nr.151, che prova a inseguire anche i recenti sviluppi della tecnologia aziendale e industriale; proprio l’aggiornato art.4 dello Statuto dei Lavoratori è chiaro segno della necessità di adeguamento dell’intero diritto del lavoro (diritto penale) al progresso tecnologico.

Se si vuole applicare l’art.4 dello Statuto dei Lavoratori al Drone occorrono tener presente alcune valutazioni: il Drone ha un ampio impiego in diversi settori, per esigenze di organizzazione, di sicurezza e di innovazione del processo produttivo.

Se il Drone è dotato, però, di telecamera e impiegato per il sorvolo degli ambienti di lavoro, esso presenta il rischio di rilevarsi strumento e/o mezzo di controllo durante l’orario di lavoro: è infatti certo che, richiamando le supposizioni di cui all’art.4 dello Statuto dei Lavoratori, si tratti di apparecchiatura dal quale deriva anche l’eventualità di sorvegliare a distanza i lavoratori.

È opportuno valutare concretamente quali siano i limiti cui potrebbe essere soggetto l’utilizzo di un Drone nell’attuale quadro normativo e in particolare nell’art.4 dello Statuto dei Lavoratori:

  • 4 – 1°comma: supponendo che l’utilizzo del Drone possa essere uguagliato all’istallazione di strumenti audiovisivi, esso risulterebbe soggetto alla necessità di un autorizzazione da parte delle rappresentanze sindacali di livello decentrato o, in mancanza di accordo, di permesso/autorizzazione rilasciato in sede amministrativa; peraltro, esso risulterà utilizzabile esclusivamente  laddove tale collocazione sia motivato da esigenze di carattere organizzativo, produttivo, di sicurezza del lavoro e di tutela del patrimonio aziendale.
  • 4 – 2°comma: l’utilizzo del Drone esclude la necessità della procedura autorizzativa in quanto il Drone è utilizzato dal lavoratore per “rendere la prestazione lavorativa”; in tal caso si può pensare che l’utilizzo del Drone non risulti soggetto ad autorizzazione limitatamente al solo Pilota, restando però per gli altri lavoratori un potenziale strumento di videosorveglianza.

Analizzare le condizioni di illegalità dell’utilizzo dei Droni sul luogo di lavoro, occorre soffermarsi anche sull’aspetto dell’utilizzabilità dei dati raccolti, se si considera che anche dalle modalità di utilizzo di tali dati potrebbero derivare conseguenze in termini di responsabilità a carico del datore di lavoro:

  • 4 – 3°comma, i soli dati che siano stati raccolti risultano utilizzabili, ma limitatamente “a tutti i fini connessi al rapporto di lavoro” e soltanto in condizioni che sia stata data al lavoratore apposita informativa (ai sensi del Decreto Legislativo 30 giugno 2003, nr.196) e che rispettino altresì le prospettive del Codice Privacy.

Infine è utile soffermarsi anche sui profili di responsabilità penale che potrebbero sorgere per un utilizzo del Drone in violazione dell’art.4 dello Statuto dei Lavoratori.

Il nuovo testo del Codice Privacy dell’art.171 prevede infatti che le inosservanze dell’art.4 dello Statuto dei Lavoratori siano punite ai sensi dell’art.38 della medesima legge 20 maggio 1970 nr.300, e di conseguenza abbiamo che:

Qualora il fatto non costituisca più grave reato, sarà punito con l’arresto o l’ammenda qualsiasi violazione dell’art.4, 1° e 2° comma dello Statuto dei Lavoratori.

Tale reato quindi si potrà consumare qualora il Drone venga utilizzato:

  • senza apposita autorizzazione;
  • quando sia impiegato al di fuori delle oggettive esigenze aziendali.

All’esito di quanto detto è possibile concludere che, nell’ambito di applicazione dello Statuto dei Lavoratori, il datore di lavoro dovrà raffrontarsi con la questione relativa alla stessa introduzione del Drone in azienda, poiché esso sarà probabilmente utilizzabile sul luogo di lavoro soltanto in rispetto dei precisi limiti posti dalla normativa in materia di controlli a distanza.

 

Le fonti:
  • Statuto dei Lavoratori;
  • Decreto Legislativo 30 giugno 2003, nr.196;
  • all’art.23 comma 1 del Decreto Legislativo del 14 settembre 2015 nr.151;
  • dell’art.38 della medesima legge 20 maggio 1970 nr.300;
  • Nuovo testo del Codice Privacy dell’art.171;
  • Regolamenti ENAC “Mezzi aerei a Pilotaggio remoto” Ed.2 del 16 luglio 2015 con successivi emendamenti.
  • DRONES URBAN SECURITY – Minaccia o Sicurezza;
  • Manuale Operativo: DRONI – Giocattolo Aeromodello e SAPR.